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L'Italia ha corretto i conti pubblici per 120 miliardi tra il 2008 e il 2013. Ma le manovre hanno appesantito la recessione, con il risultato di annullare i risultati nominali del risanamento e far crescere il rapporto tra debito pubblico e Pil.

Sulla correzione dei conti pubblici italiani ha pesato in misura decisiva l’”effetto denominatore, cioè il crollo senza precedenti del PIL in termini reali (e la stagnazione in termini nominali) registrato tra il 2007 e il 2013. Ma dato che la mancata crescita è in buona parte legata anche agli effetti recessivi di quelle manovre di finanza pubblica, viene da chiedersi se il gioco sia valsa la candela.

Dalle imposte Ue sull'import da Paesi con meno limiti all'inquinamento alla riforma del mercato delle emissioni. Quattro proposte Nens per il negoziato UE su energia e clima.

Riforma del mercato delle emissioni, imposte che tengano conto delle differenze nelle politiche ambientali per la produzione di beni nei diversi paesi, un mercato comune europeo con le stesse regole per le fonti di energia rinnovabile e una maggiore coerenza tra i diversi centri decisioni della Ue. I risultati del primo di quattro seminari Nens con amministratori, tecnici, manager, docenti universitari sui temi dell'energia e del clima.

Origine certificata, imballaggi, misure sanitarie: i rischi e le opportunità per l'Italia dell'agroalimentare nel trattato commerciale Usa-Ue.

Il riconoscimento negli Usa di Dop e Igp europei, e i diversi requisiti per etichettatura e imballaggio dei prodotti sono gli scogli più importanti. Secondo le organizzazioni europee del settore, "i tre quarti dei guadagni derivanti da un accordo commerciale con gli USA è legata all'eliminazione delle barriere commerciali non tariffarie".

Turismo, l'Italia scivola indietro. Ma può ripartire alla grande se si supera la frammentazione e la guida torna in mano allo Stato.

Il surplus per le entrate del turismo internazionale tra stranieri che vengono in Italia e italiani che vanno all'estero si è dimezzato, perché gli stranieri spendono meno e restano di meno. E il Mezzogiorno resta indietro più del Nord e del Centro. Lo rileva uno studio della Banca d'Italia che tra le ricette per la ripresa indica il coordinamento nazionale e il superamento della frammentazione.

Sorpasso in discesa: le famiglie del Sud adesso spendono meno di quella del Nord per mangiare

Lo afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Istat sui consumi del 2013. La Puglia è la Regione dove si spende di meno per i beni alimentari, il Piemonte dove si spende di più.

L'Italia del fisco comunale si divide in due: nel ricco Nord si paga di meno, nel povero Sud di più

Studio Svimez. In Veneto in media si pagano 532 euro l'anno, ma con un reddito medio che sfiora i 30 mila euro. In Campania se ne versano 550, ma con un reddito medio di poco superiore alla metà. Le maggiori risorse consentono di ridurre le aliquote. Ma oltre che della ricchezza e dei problemi questo è il frutto anche della buona o cattiva amministrazione locale.

L'Italia frena. Caro Renzi, possiamo farcela, ma bisogna pensare di più all'economia reale.

Altro che flessibilità. La Germania deve fare i compiti a casa, spendere e trainare il rilancio d’Europa. E l’Italia deve mettere in campo ingenti investimenti e riduzioni di imposta, oltre alle risorse per chiudere in linea i conti pubblici nel 2014 e nel 2015. Si può fare. L’Italia ne ha la forza e la possibilità. Ma se non si vuol fare macelleria sociale (per esempio sulle pensioni oltre i 3.000 euro lordi) o limitarsi ad aiutare evasori ed esportatori di capitali in cambio di un po’ di soldi, di risorse se ne possono trovare nella dimensione adeguata solo se si aggredisce l'unico tesoro rimasto davvero intatto: l'evasione fiscale.

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