Intervista al Professor Gianni Toniolo. “La percezione della moneta unica come colpevole della crisi non ha fondamento. Né prosperità né sicurezza, nelle condizioni del mondo di oggi, possono essere permanentemente promosse dai piccoli stati nazionali.
Non solo reddito “di esistenza”, ma tassa sui robot, abrogazione della Loi Travail, stop al diesel dal 2025 e in Europa fine dell’austerità, un piano di investimenti pubblici e debito pubblico in comune.
Colloquio con Nicoletta Pirozzi, Responsabile di ricerca dell'area Europa dello IAI (Istituto Affari Internazionali). "Velleitarie le rivendicazioni sovraniste, ma solo un impegno concreto dei governi nazionali a investire nell'Unione può garantirne la sopravvivenza. Un'Europa sociale orientata alla crescita e ai diritti per aiutare a ricostruire la fiducia dei cittadini"
In allegato il bollettino economico della Bce. Ma la Banca centrale europea avverte: "La crescita economica dell’eurozona può essere frenata da un ritmo lento nel processo di attuazione delle riforme strutturali e dai restanti aggiustamenti di bilancio nei diversi settori. I rischi per le prospettive di crescita nell’area euro restano orientati al ribasso e legati principalmente a fattori globali".
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