
La pressione fiscale nel 2015 è risultata pari al 43,5 per cento, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Lo ha comunicato l’Istat nell’ambito delle statistiche sui conti trimestrali italiani. E’ un dato positivo. Nel 2015 lo sgravio contributivo che ha prodotto una spinta all’occupazione per la consistenza della somma spesa avrebbe potuto comportare una riduzione ben più ampia. Bisognerà verificare se la differenza è stata colmata da un recupero dell’evasione fiscale o da un incremento delle imposte. Le entrate totali sono infatti aumentate dell'1 per cento, con un'incidenza sul Pil del 47,9 per cento (-0,3 punti percentuali rispetto al 2014). Guardando ai dati del quarto trimestre, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,6 per cento; la loro incidenza rispetto al Pil è stata del 57,1 per cento (57,7 nel corrispondente trimestre dell'anno precedente).
Il saldo complessivo dei conti pubblici ha fatto registrare, secondo l’Istat, nel 2015 un rapporto deficit/Pil pari al 2,6 per cento, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del 2014.
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