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    Rapporto Nens: due punti in più di Pil, meno deficit, meno debito e crescita dell'occupazione se Renzi avesse fatto una politica investimenti pubblici

    di Roberto Seghetti
    Quindicesimo rapporto sulla finanza pubblica del Nens: almeno due punti in più di crescita del Prodotto interno lordo, con conseguente trascinamento dell’occupazione; un deficit pubblico inferiore al due per cento e un debito pubblico sceso al di sotto del 128 per cento. Sono questi i risultati che il governo Renzi avrebbe potuto raggiungere se non avesse sbagliato politica economica e se, invece di lanciarsi in un bonus dietro l’altro, avesse usato quelle stesse risorse e quelle di una vera lotta all’evasione fiscale in un programma di investimenti pubblici in infrastrutture, in messa in sicurezza del territorio, in adeguamento sismico, energetico e ambientale almeno degli edifici pubblici italiani, oltre che in una revisione dell’Irpef a favore dei ceti più deboli e degli assegni familiari. In allegato il Testo del Rapporto Nens
    15.12.2016 |
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    Energia: la sfida della sicurezza rende più forte il bisogno di un'Europa unita, a cominciare dal mercato unico del gas.

    di Leonardo Conforti
    Un interessante dossier dell'Ispi sui temi della sicurezza energetica. Tutte le economie del mondo sono oggi chiamate a pensare e ripensare ad approcci nuovi ed a nuove soluzioni in campo energetico sul piano economico, politico ed etico, ben sapendo che <>. in allegato il testo del rapporto.
    13.1.2017 |
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    La ripresa dell'inflazione offre ai tedeschi il pretesto per riprendere la battaglia contro la Bce. E l'Italia rischia di non aver sfruttato abbastanza questa fase

    di Roberto Seghetti
    Cresce dell'1,1 per cento l'inflazione nei Paesi dell'Eurozona. A dicembre +1,7 per cento in Germania e +0,5 in Italia (ma nella media del 2016 l'Italia è finita sotto zero per la prima volta dal 1959). "Prigionieri nella trappola del tasso" ha scritto il quotidiano Handeslblatt, giornale vicino alle imprese tedesche, secondo il quale la politica del tasso zero sta provocando una "contrazione sensibile" dei patrimoni dei contribuenti. L’opinione di Marc Tuengler, direttore generale di DSW, associazione per la tutela dei titoli, è chiara: "La distruzione del valore è drammatica: i cittadini federali accumulano oltre 5 mila miliardi di euro. Con un'inflazione dell'1 per cento, il patrimonio perde 50 miliardi di euro all'anno. All'1,5 per cento si tratta di una perdita di addirittura di 75 miliardi". Clemens Fuest, responsabile dell'istituto economico Ifo: "Se queste cifre saranno confermate per l'Eurozona nel suo complesso, la Bce dovrebbe concludere il suo programma di acquisto bond a marzo 2017". L'Italia non ha sfruttato come avrebbe potuto questa fase di basso costo del denaro per abbattere il debito. E rischia di ritrovarsi presto alle prese con il problema la assilla da decenni.
    4.1.2017 |
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    Fmi, Bankitalia, Istat: l'Italia deve fare di più per sostenere la crescita. Gli investimenti al lumicino

    In allegato i testi integrali del World economic outlook del Fmi, della nota mensile dell'Istat, dell'intervento del vice direttore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta.
    6.10.2016 |
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    L'Ocse certifica: aveva ragione il Nens, l'Iva è l'imposta più evasa. Ma il governo ha fatto poco. Eppure le proposte per intervenire sono note da tempo.

    di Roberto Seghetti
    In allegato il rapporto dell'Ocse sul funzionamento delle agenzie fiscali e la presentazione che ne è stata fatta alle Camere. In allegato anche lo studio del Nens presentato nel 2014 con l'indicazione di tutti i modi usati per evadere l'Iva e delle iniziative da prendere per intervenire. Il governo ne ha adottate solo un paio ed è con quelle che ha recuperato qualcosa. Per il resto ha pensato a scudo fiscale, alzare la soglia del contante e da ultimo, con l'ennesima proposta del viceministro Zanetti (appena passato nelle file di Verdini), a una rottamazione del non riscosso, cioè alla solita strada che porta al colpo di spugna.
    20.7.2016 |
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