Ulltimo aggiornamento 11:51
  • LETTURA LIBERA

    Più attenti al tema della povertà, ma sempre troppo poco, in un modo confuso e con diversi errori

    di Gianluca Busilacchi
    Le politiche pubbliche contro la povertà in Italia sono inadeguate: da molti anni siamo il paese in cui è minore il differenziale tra il rischio di cadere in povertà prima e dopo i trasferimenti statali (5,5% nel 2013, contro una media europea di oltre 9 punti percentuali), il che significa che il nostro sistema di protezione sociale è meno efficace nel contrastare il rischio di povertà. La causa è da rintracciare da un lato nella scelta del nostro sistema di welfare di spendere meno di altri per politiche rivolte all'esclusione sociale (rispetto ad esempio a quelle rivolte alle pensioni) e dall'altro di affidarsi a politiche di mantenimento del reddito categoriali – assegno sociale e integrazioni al minimo per gli anziani poveri, pensioni di invalidità civile per i disabili poveri, varie forme di sostegno alle famiglie povere- , piuttosto che a uno strumento di universalismo selettivo capace di rivolgersi a tutti i poveri in quanto tali. L'effetto è che la portata complessiva delle nostre misure di contrasto alla povertà risulti debole e frammentata, affidata a strumenti che non garantiscono né sufficiente copertura, né permanenza di intervento. In conclusione se da un lato spendiamo circa 52 miliardi di euro per queste misure con scarsa efficacia, dall'altro non riusciamo a trovare le risorse necessarie (7-8 miliardi) per rendere permanente una misura di reddito minimo anche nel nostro paese.
    21.3.2017 |
  • LETTURA LIBERA

    Sanità e intervento sociale vanno integrati, per contenere i costi di cura e affrontare le ripercussioni dell'invecchiamento della popolazione

    di Rosaria Iardino
    Come conseguenza del mancato governo complessivo del sistema, lasciato alle capacità dei decisori regionali, non omogenee e almeno nel passato non sempre adeguate, è in atto una progressiva e strisciante limitazione dell’offerta sanitaria pubblica attraverso due meccanismi: l’allungamento dei tempi di cura nel pubblico, che spinge al ricorso al privato da parte di chi ha assicurazioni o disponibilità economica; l’allargamento del perimetro delle patologie di cura “fai da te”, per cui non esiste copertura da parte dei SSR. In una situazione di costi sanitari crescenti e di risorse sociali ai minimi storici, diventa essenziale sviluppare una politica sociosanitaria integrata di lungo periodo, e questo significa puntare fortemente sulla prevenzione.
    13.3.2017 |
  • LETTURA LIBERA

    Il lavoro femminile è la chiave per rilanciare il Paese, oltre che per puntare a una società più equilibrata

    di Roberta Agostini
    L'Italia è molto indietro rispetto ad altri Paesi e ne paga le conseguenze anche sul piano demografico (in allegato gli ultimi dati del Wef e dell'Istat). Affrontare il tema del lavoro femminile, a partire dal Mezzogiorno, richiede l'apertura di una discussione sul modello di sviluppo e sulle diseguaglianze di genere, su una politica di investimenti pubblici su welfare e servizi più ampia, sul sostegno alla trasformazione in atto dei ruoli tradizionali di uomini e donne e delle famiglie. Questioni a cui in questi anni si è troppo spesso risposto attraverso voucher e bonus, sovrapponendo strumenti che non hanno intaccato le diseguaglianze tra uomini e donne e non hanno alimentato la crescita del paese.
    8.3.2017 |
  • LETTURA LIBERA

    Il 2016 chiude in crescita, con il Pil dell'ultimo trimestre a +1,1 per cento sull'ultimo trimestre 2015.

    In allegato il testo integrale dell'Istat.
    14.2.2017 |
  • LETTURA LIBERA

    Come possiamo garantire un'adeguata prestazione previdenziale alle giovani generazioni

    di Marialuisa Gnecchi
    La proposta di legge che prevede di corrispondere una pensione di base a carico della fiscalità a cui aggiungere una pensione calcolata con il mero metodo contributivo è stata rielaborata da un gruppo di lavoro composto da parlamentari e professori universitari. E' una proposta che sarà al centro del confronto tra governo e sindacati sul tema delle pensioni.
    17.2.2017 |
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